Studi di valanghe

Studi di valanghe

Le valanghe presentano molte analogie con le frane, poiché anch'esse consistono in un distacco di materiale seguito da una caduta più o meno repentina; ma mentre per le frane il momento del distacco è preceduto da una fase preparatoria di solito percepibile dall'uomo (e quindi è possibile dare per tempo l'allarme), per le valanghe è molto più difficile prevedere con una certa esattezza quando una valanga si metterà in movimento e come si comporterà.
Il manto nevoso non è un corpo rigido, bensì può essere considerato un fluido ad elevata viscosità; la neve infatti manifesta uno scorrimento che è funzione della scabrezza e dell'inclinazione del terreno. Ciò che impedisce alla neve di muoversi verso valle è la resistenza al taglio riferita allo strato più debole: data dalla somma della forza di coesione dei cristalli di neve e dell'attrito esistente fra lo strato di neve stabile e quello debole: quando questa forza risulta essere più piccola del peso della massa nevosa o di una forza esterna al manto nevoso (il passaggio di uno sciatore, la caduta di un masso) si ha il distacco e la formazione della valanga.
Le condizioni ambientali in cui si ha distacco di valanghe sono dipendenti dalla quota, dalla pendenza, dall'esposizione, dalle caratteristiche e configurazione del terreno e dalla stagione:
  • Quota: Nelle Alpi il maggior numero delle valanghe si ha tra i 2000 ed i 3000 metri di altitudine. Al di sopra di tale quota si hanno pendenze molto elevate e forte esposizione ai venti, fattori che impediscono l'accumulo di neve. Il limite del bosco si trova inoltre tra i 1800 e i 2000 m e questi impedisce in genere la formazione di valanghe. 
  • Caratteristiche e configurazione del terreno: favoriscono la formazione delle valanghe i terreni rocciosi nudi e lisci, e in genere quelli privi di copertura boschiva. Ciò non vuol dire che dove esiste bosco non si abbattano valanghe la cui zona di distacco è al di sopra del limite del bosco e che quindi travolgano nel proprio percorso le zone boscose. Inoltre è più probabile il distacco in zone convesse del terreno che in zone concave, poiché nelle prime si formano forze di tensione o trazione che possono portare alla frattura del manto nevoso. 
  • Esposizione: sulla caduta delle valanghe influisce l'orientamento del versante montuoso, da cui deriva una diversa insolazione: nelle vallate alpine sono più pericolosi in inverno i pendii rivolti a Nord-Est e in primavera quelli esposti a Sud e a Sud-Est.
  • Pendenza: Le valanghe si formano quando la pendenza varia tra i 28° (43%) come limite inferiore e i 55° (70%) come limite superiore, poiché con pendenze maggiori la neve scivola via non dando vita a depositi importanti. In generale i pendii più pericolosi sono quelli compresi tra i 35° (pendenza del 70%) e i 50° (pendenza del 120%).
  • Stagione: le valanghe di dimensioni notevoli sono più frequenti verso la fine dell'anno e all'inizio dell'anno nuovo e nella seconda metà di febbraio fino alla metà di marzo (riscaldamento primaverile).
Strumenti di Analisi

Si è creato un software di proprietà in grado di calcolare la dinamica monodimensionale "allargata" di una valanga attraverso l'utilizzo del modello del Voellmy Salm: a partire dalla zona di distacco si è in grado di valutare il percorso che farà la valanga (zona di scorrimento) e dove si andrà ad arrestare (zona di accumulo). Partendo da dati digitali del territorio elaborati attraverso un GIS, il modulo effettua automaticamente tutti i calcoli che altrimenti dovrebbero essere fatti dall'utilizzatore, con un notevole risparmio di tempo ed una precisione sicuramente superiore a quella ottenibile utilizzando mappe cartacee e righelli per misurare le distanze.






Mappa di rischio valanghivo

Attraverso l'utilizzo del software implementato dallo Studio, si può creare automaticamente una mappa di rischio valanghivo digitale, dove sono indicate chiaramente le zone più a rischio, in cui è assolutamente da escludere la possibilità di edificare, e quelle meno a rischio, dove sono possibili interventi di edificazione a patto che vengano erette anche le opportune opere di difesa che ne garantiscano la sicurezza.



Interventi di difesa

Passiva Attiva 
ponti da neve  gas-ex 
reti paravalanghe  esplosivo  
trincea   
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