Modellazione acquiferi

Modellazione di acquiferi

La risorsa idrica presente nel sottosuolo copre un ruolo di importanza primaria nell'insieme delle fonti di approvvigionamento a disposizione della popolazione. Anche in città come Trento, nel cuore delle Alpi, gran parte dell' acqua ad uso sia civile che industriale proviene da captazioni sotterranee. Contrariamente a quanto si è soliti pensare, nonostante la presenza di numerose sorgenti montane distribuite su tutto il territorio alpino, le città di fondovalle si servono per il proprio fabbisogno idrico di impianti di pompaggio di acque sotterranee.
Risulta quindi evidente l'importanza di una corretta gestione della risorsa intesa in termini di protezione della stessa da potenziali contaminazioni esterne. I pozzi di captazione sono sistemi meccanici di facile utilizzo, la difficoltà risiede in primo luogo nella pianificazione e nella progettazione della collocazione dei sistemi di pompaggio, ed in seguito nella corretta gestione dell'acqua stessa.
Alla luce di tutto ciò è facile intuire come un corretto utilizzo della risorsa idrica giochi un ruolo fondamentale nei meccanismi di prevenzione della stessa dal contatto con agenti contaminanti. E' infatti molto costoso, difficile, ed in certi casi addirittura impossibile, intervenire con sistemi di trattamento in grado di ridurre la presenza di inquinanti nelle Acquiferi. Nonostante ciò la rapida evoluzione della ricerca e della tecnologia in questo campo ha permesso di proporre una serie di soluzioni spesso di grande efficacia al problema dell'inquinamento delle acque sotterranee.

Pianificazione, Gestione e Trattamento

Lo Studio propone sia analisi di fattibilità, concernenti la pianificazione e la gestione di impianti di captazione, sia interventi di bonifica di siti contaminati.
A monte di qualsisi intervento, sia che esso riguardi la realizzazione di sistemi di pompaggio, sia che invece si incentri sul recupero ambentale di sottosuolo inquinato, si rende necessaria un'accurata caratterizzazione geologica ed idrologica del terreno in grado di condurre alla costruzione di un buon modello concettuale del profilo stratigrafico dello stesso.

Studio geologico ed idrologico

Si realizza per fasi:
  • una prima approssimata descrizione della stratigrafia si ricava dalle carte geologiche, da eventuali studi e carotaggi già realizzati;
  • un secondo livello di informazioni più accurate è possibile ottenerlo da sondaggi ad hoc, mediante sistemi di trivellazione in grado di produrre campioni il più possibile indisturbati, o dove il materiale non lo consente, mediante l'uso di sistemi sismici (con geofoni), elettrici (in grado di misurare differenze di conducibilità e resistività), o radar (ground penetration radar);
  • il terzo passo è quello che concerne la costruzione del modello matematico del terreno, questo verrà studiato con simulazioni numeriche in grado di caratterizzare i due aspetti più importanti degli acquiferi sotterranei: il flusso ed il trasporto.
Progettazione e dimensionamento dei pozzi
  • Lo studio per la costruzione di sistemi di pompaggio prvede in primo luogo una caratterizzazione idrologica dell'area in esame al fine di stabilire la possibile area di influenza del pozzo, che è la zona entro la quale si percepisce un apprezzabile abbassamento della quota piezometrica del piano della falda. In secondo luogo è necessario uno studio idraulico finalizzato ad un corretto dimensionamento in relazione alla poratata da emungere. Entrambi gli aspetti appena delineati devono tenere conto dello scopo per cui il pozzo viene costruito; tipicamente gli utilizzi più comuni sono quelli civili, industriali ed agricoli, ed ognuno di questi prevede volumi e cicli di consumo differenti.
Bonifica dei siti contaminati
  • La bonifica dei siti inquinati è un'operazione molto complessa e spesso costosa, è quindi essenziale che lo studio idrologico dell'area in esame venga compiuto con la massima accuratezza possibile al fine di ottimizzare gli interventi successivi sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici che quelli economici. Come previsto da normativa, gli interventi si suddividono in tre casi:
    • rimozione della sorgente: è questo il sistema più efficace, ma è anche quello più costoso, in quanto pone un secondo problema, che è quello dello smaltimento del materiale inquinante;
    • contenimento e impermeabilizzazione: quando non è possibile rimuovere la sorgente, si cerca di evitare che il trasporto operato dagli acquiferi sotterranei diffonda l'inquinante. Si opera mediante l'uso di diaframmi bentonitici, geosintetici o membrane bituminose;
    • barriere idrauliche: sono in alcuni casi una alternativa al confinamento, si realizzano mediante sistemi di pompaggio, posizionati a valle della zona contaminata, che impediscono la propagazione dell'inquinante.
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